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Post Fazione

Con Il Cuore


POST FAZIONE
 
 
Anche se la copertina del libretto originale - di cui questo è una copia esatta senza rettifiche, aggiustamento o correzioni - era doverosamente bianca, come si addice giustamente a un libro di poesie che non ha bisogno d’illustrazioni o di colori se non di quelli racchiusi nelle sue parole ho deciso di arricchire il frontespizio con “L’isola dei morti” di Arnold Böcklin.
Ho scelto la terza versione del quadro, quella che preferisco, perché è luminosa, meno onirica, quasi reale. A volte ho la sensazione fisica di essere il rematore e Aldo l’anima bianca davanti alla sua bara. Insieme andiamo verso un cimitero silenzioso, senza croci e senza preghiere.
Ma non raggiungiamo mai l’isola.
Siamo come congelati in un cristallo di tempo.
“… solo il dolore dice che è morto”. Nelly Sachs.
Aldo un giorno mi ha scritto dal Brasile: “… Naturalmente il faceto sottende il dramma secondo la prassi del pagliaccio circense …”. Quando soffriva lo nascondeva facendo il buffone. Purtroppo non ha raggiunto l’età in cui si comincia a vedere la realtà allontanarsi da noi.
Io faticosa mente, molto faticosa mente, la sto raggiungendo ora. L’età in cui i nostri occhi interni, come nel cannocchiale, si girano e, da tutto grande e vicino, si passa a vedere tutto piccolo, piccolo e lontano. Oltre a nascondere doverosamente la sofferenza agli altri, in questa età, si ironizza su di essa con se stessi, ridicolizzandola, allorché sopportabile.
Quella che chiamiamo realtà sembra non appartenerci più: una minuscola farsa simile a uno di questi ultimi film in tre dimensioni, dove ci sono solo nani e ballerine, niente d’altro. Un teatrino infantile, desolato, in una piazza vuota, retto da un triste sdrucito demiurgo che governa con fili invisibili le sue stolte maldestre marionette.
“Nessuna bellezza primaverile, / nessuna bellezza estiva ha una tale grazia /quale ho visto in un volto autunnale”. Scriveva John Donne. Io non ho visto il tuo volto autunnale, ma ci incontreremo “nella sala tra le nuvole / dove si terrà il giudizio” (dalla ballata Draumkvedet).

Nel giorno dei morti dell’anno 2013
Il 2 Novembre è solo un giorno della memoria, la memoria delle persone che si sono amate e che non ci sono più, ma che vivono nei ricordi di ognuno di noi, ogni giorno. Stephen Littleword









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